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La ragnatela dell'Authority: come cambiano i rimborsi nelle delibere 74/08 e 570/12 CLICCA QUI 

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mercoledì 26 febbraio 2014

FOTOVOLTAICO E POMPE DI CALORE: MA QUANTO CI COSTI! NOVITA' DAL GARANTE



Fotovoltaico e pompe di calore: ma quanto ci costi! 

Novità dal Garante



Si sa che, noi fotovoltaici con lo Scambio Sul Posto (SSP), abbiamo investito nell’energia del sole, per non pagare le bollette.

E proprio in funzione di questa aspettativa, disattesa dalla finanziarizzazione del kwh, che molti di noi (fotovoltaici), abbiamo predisposto l’impianto di riscaldamento delle nostre abitazioni mediante l’utilizzo delle pompe di calore.

Il blog ha già trattato l’argomento QUI, spiegando chiaramente l’antieconomicità a causa dell’applicazione della macchinosa ed iniqua tariffazione dell’energia QUOTA PRO-DIE.


Fotovoltaico e pompe di calore, ma quanto ci costi!

Tuttavia, per chi ha deciso di riscaldare la propria abitazione con le pompe di calore, ci sono delle novità: l’Authority (AEEG) ha emanato la nuova delibera 607/2013, con la quale, per ragioni di efficienza energetica (pag. 13), ha annunciato di voler eliminare:


- la QUOTA PRO-DIE;                   (evviva!)


- il doppio contatore Enel;               (finalmente!)


- tutti i costi accessori.                     (magari !)


Come mai?


L’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas (AEEG) è stata COSTRETTA ad allinearsi alla direttiva dell’UE 2012/27/CE del 25-10-12, come dettagliatamente scritto QUI ammettendo la tariffa D1 –  anche per le pompe di calore.


Vogliate notare che, per tale recepimento, sono stati necessari ben due anni! Oltre tale termine non si poteva andare, ed è per questa ragione che l’Authority, è stata costretta a cambiare le sue regole!

Vogliate notare anche che, invece nel 2008, l’Authority non ci ha pensato molto per approvare la delibera 74/08, con la quale decise la finanziarizzazione del kwh, a nostro discapito, costringendoci a ricomperare la nostra roba, per di più, a prezzi progressivi QUI.

Per eliminare la tariffa progressiva, l’Authority, oggi, ritiene però necessaria per le pompe di calore ancora una sperimentazione che fa nascere il dubbio di essere un altro espediente a nostro discapito.

Entrando nel dettaglio, il comunicato dell’AEEG (QUI), dice che l’iniziativa :

 “si inquadra nel percorso delineato dalle normative europee... che richiede di eliminare dalle TARIFFE di trasmissione e distribuzione sussidi e incentivi che pregiudichino l’efficienza nella produzione, trasmissione, distribuzione e fornitura elettrica e ostacolino la partecipazione della domanda al mercato elettrico”.   

Per cui conclude l’Authority:“L’attuale progressività delle tariffe in funzione dei consumi (il sussidio alle imprese di vendita rappresentato dalla malvagia QUOTA PRO-DIE) tende invece a sfavorire l'utilizzo dell'energia elettrica per usi termici”, come ad esempio:  i piani di cottura ad induzione, oppure le pompe di calore.

Le regole sono state quindi cambiate a favore dell’efficienza energetica, ovvero non si vorrebbe più penalizzare l’utilizzo dell’energia elettrica per consumi termici.

Ma ci voleva proprio l’UE per rendersi conto di tale inefficienza? E perché attendere due anni per adeguarsi?

Ma è veramente a nostro vantaggio questo cambio delle regole così come concepito dall’Authority?

Facciamo, dunque, una piccola precisazione in merito alla tecnologia della pompa di calore (aria-aria, le più diffuse ed economiche), che funziona secondo il principio di Carnot, ovvero trasportando aria dall’esterno ed immettendola all’interno dell’abitazione riscaldata. Il suo rendimento non diventa ottimale, quando il salto termico, fra dentro e fuori, è troppo elevato o la temperatura esterna scende sotto lo zero.


(vedi rendimento η ciclo Carnot QUI)
Chiariamo meglio con un esempio: se voglio 20°C in casa, e all’esterno ci sono  0°C, il salto è 20°C.

Se però fuori ci sono 10°C sotto zero (e di caldo da trasportare, quindi, c’è n’è di meno), ma in casa  voglio sempre i 20°C, il salto termico diventa di 30°C.

In questo caso, la pompa di calore deve lavorare di più per avere i 20°C in casa, o, che è la stessa cosa, consumare di più, facendo conseguentemente spendere di più.

Inoltre, quando la temperatura esterna è sottozero, il motocondensante (aria-aria) posto all’esterno, deve continuamente sbrinarsi la condensa che produce, dissipando ulteriore energia elettrica, solo per sciogliere il ghiaccio. Quindi, in queste circostanze, sarebbe energeticamente vantaggioso, avere a disposizione anche un SISTEMA ALTERNATIVO (termosifoni, stufette, pellet, etc. etc.), allo scopo di evitare il superconsumo di elettricità.

Su questo punto, in contrasto con quanto detto alla luce del principio fisico, AEEG pone una condizione capestro, che ci costringerebbe, alla faccia dell’efficienza energetica, al SUPERCONSUMO, avendo considerato che “...l'efficienza energetica complessiva di una soluzione di riscaldamento domestico basata sull'utilizzo di una pompa di calore può ritenersi garantita solo laddove questa Non venga utilizzata ad integrazione di altri sistemi ma costituisca L'UNICO sistema di riscaldamento presente nell'abitazione di residenza abituale” 
(pag 12 delibera 607/13).



In pratica, data la situazione climatica italiana, ponendo questa condizione, AEEG escluderebbe dalla nuova tariffa agevolata D1 i territori del Nord non rivieraschi (Alpi e Pianura Padana), quelli montuosi degli Appennini, perchè obbligati a privarsi di un sistema di riscaldamento ausiliario.

Chi abitasse in questi territori, se si dotasse di pompe di calore, secondo AEEG, dovrebbe accettare in certi periodi invernali, consumi doppi o tripli che, aggirando le agevolazioni, sottoporrebbero le famiglie al pagamento di bollette elettriche esorbitanti, con grande gioia, guarda caso, delle solite imprese di vendita.

Sia ben chiaro, la tariffa senza QUOTA PRO-DIE è una ottima “concessione”, ma, è proprio per questo che non tutti coloro i quali investono nelle pompe di calore  devono avere la piena libertà di potervi accedere.


Vogliate notare, che, ignorando furbescamente l’aspetto del possibile superconsumo, nessuno troverà nel web, un sito di venditori di pompe di calore e di imprese di vendita di energia elettrica, che non accolga con grande esultanza la delibera 607/13 di AEEG.

L’operazione richiama alla mente, la martellante propaganda per dotarsi di impianto FV (che continua anche adesso), propaganda che tace completamente sulle regole rapinatorie della finanziarizzazione dello SSP, imposte dall’Authority, che, nonostante l’autosufficienza in termini di kwh, ci hanno ricondotto ad essere clienti delle imprese di vendita, di cui, solo ora, tante incolpevoli famiglie si stanno rendendo conto.

Non si deve neppure sottovalutare l’aspetto minaccioso della sanzione garantita dall’AEEG, per reprimere ‘comportamenti opportunistici in relazione al vantaggio di usufruire di una tariffa non progressiva’ (pag. 17 delibera 607 AEEG).

Al riguardo, è un caso che il Ministero dello Sviluppo Economico, dopo già 5 solleciti, non abbia ancora trovato il tempo di rispondere all’interrogazione sul DIVIETO posto ai sistemi di accumulo familiari (QUI), ma il tempo il Ministero lo abbia subito trovato per emanare il DM 31-1-2014 (QUI) riguardante la “...disciplina dei controlli (anche senza preavviso, ndr) e delle sanzioni in materia di incentivi nel settore elettrico di competenza del Gestore dei Servizi Energetici GSE SpA”???!!

A quanto sarebbe fissato il prezzo della tariffa D1 per chi riscalda con pompe di calore ?

Pare che il prezzo verrà  posto al livello di circa 22 €cent/kwh. Fissi per tutto l’anno!

Peccato, che noi fotovoltaici con SSP, per almeno 7-8 mesi/anno, cioè quando l’insolazione è adeguata, e quindi si aumenta il nostro autoconsumo istantaneo, in bolletta paghiamo il kwh circa 18 €cent/kwh.

Quindi, con una tariffa D1 più elevata, saremmo costretti a pagare indiscriminatamente  22 €cent anche d’estate, con un aggravio di 3-4 €cent/kwh  (+18%)

Quello che ci danno d’inverno se lo riprenderebbero d’estate!

A ben vedere, non è interamente a nostra favore, nemmeno questo aspetto della delibera, anche se noi FV potremmo difenderci con un MINIsistema di stoccaggio/accumulo che ci permettesse di aumentare l’autoconsumo proprio nei mesi estivi. (LEGGETE QUI)

Un’ultima considerazione.

Se l’Authority, con la nuova tariffa D1 introdotta nella delibera 607/13, richiama l’obbligo dell’efficienza energetica dell’UE, significa evidentemente che, finora, ci ha costretti a subire ingiuste condizioni di inefficienza.

Di più, ci avrebbe persino costretto a pagare i costi delle inefficienze, con le selvagge fatturazioni progressive (QUOTA PRO-DIE).

Stabilito questo, chi ci restituisce i nostri soldi, ingiustamente sborsati per favorire l’inefficienza?

Purtroppo, con la nuova delibera 607/13, se da un lato ci sarà la tariffa D1, AEEG aumenterà la componente UC3, introducendo (art. 3) l’elemento UC3NIL, onde risarcire Terna SpA per gli  “investimenti afferenti all’intervento di interconnessione Italia-Balcani situati al di fuori del territorio italiano”.

Questa è l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (AEEG), il nostro Garante!!!


Alessandra

mercoledì 29 gennaio 2014

INDIGNAMOCI!!!!! GIORNATA DELLA VERGOGNA!!!!

Questo è un post fuori tema, ma non posso farne a meno. Oggi, penso proprio che siamo arrivati alla frutta, ma come fanno a non vergognarsi i nostri governanti? Ci prendono in giro?????
Noi non possiamo fare molto, se non indignarci!!!! Non abbiamo potere e siamo solo famiglie, povera gente!!!!




Mi rivolgo ai politici che sono al potere, e chiedo loro se hanno una coscienza.
Tenete pure voi una famiglia, siete fortunati,  e non vivete in prima persona la situazione di crisi di questo momento storico. Basta!!!!!


Usate meglio il potere politico che avete, a favore della povera gente e non sempre delle solite lobbies. Se non se siete capaci, se non ne avete il coraggio, andate a casa!


Noi, vi abbiamo votato, è vero!, ma abbiamo una dignità!!!!!


Alessandra

domenica 29 dicembre 2013

NOI, CHE SIAMO FAMIGLIE. NOI, CHE ABBIAMO UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO CON LO SCAMBIO SUL POSTO (SSP).NOI, CHE SIAMO UNA RISORSA INESAURIBILE PER LE SOCIETA' ELETTRICHE!!!!

Noi, che siamo famiglie. Noi, che abbiamo un impianto fotovoltaico con lo scambio sul posto (SSP). Noi, che siamo una risorsa inesauribile per le società elettriche!!!!

 

Da quando noi famiglie abbiamo deciso di investire i nostri risparmi nel fotovoltaico, per produrci  la nostra energia e renderci indipendenti, attraverso lo SSP (Scambio sul Posto), le Authority, contravvenendo ad ogni patto, sono intervenute a posteriori più volte, cambiando le regole e facendo evaporare i nostri risparmi/investimenti. Come?

Famiglie con impianto fotovoltaico con lo scambio sul posto
Non potendoci addebitare in bolletta i costi della energia, perché ce la producevamo da soli, hanno dilatato gli oneri di rete attraverso il diabolico criterio di calcolo della ‘quota-pro-die’ (il Blog lo trattò QUI).
Inoltre il 24 ottobre, agli oneri di rete, è stata aggiunta una nuova componente di sistema, la ‘AE’ istituita dall’Authority con delibera 467/2013/R/EEL che trovate QUI.

Il risultato, sperimentato da tutti, è che questi costi sono ormai superiori a quelli  dell’energia stessa, e così, senza tema di smentita continuiamo a pagare bollette sempre crescenti, anzi siamo quelli che paghiamo di più in Europa.

L’amico Andrea, che ringrazio, ha segnalato in un commento lasciato nel blog, questo istruttivo  LINK, che dimostra - con calcoli molto accurati - come con lo SSP otteniamo un rimborso al massimo di 0,15€/kwh mentre, a causa dei costi di rete e di sistema, ci fanno pagare in bolletta anche 0,30/0,33€/kwh, e a volte anche più.


Per difenderci dai costi della rete,  il 17 settembre 2013 il Blog con il post  FOTOVOLTAICO MORIBONDO INSIEME ALLO SCAMBIO SUL POSTO (SSP)! STANNO UCCIDENDO IL FOTOVOLTAICO!annunciò l’intenzione di realizzare un MINIsistema di accumulo.

Sarà un caso, ma il GSE (che ci controlla!) il 20 settembre stoppò subito l’idea con un comunicato web dal tono minaccioso nei seguenti termini: "Chi installa un sistema di accumulo rischia di perdere gli incentivi, anzi, di restituire anche quelli già ricevuti. " Il comunicato è QUI

Un intervento, quello del GSE, troppo consequenziale, immediato e  truculento allorchè vietò ogni   operazione:“... come ad esempio la ricarica dei sistemi di accumulo tramite l’energia elettrica prelevata dalla rete.”  (ma quando ricarichiamo il cellulare non potrebbe essere anche questo un accumulo?).

Secondo il DCO 19-12-13 dell’Authority, i conti energia 2, 3 e 4 (cioè il 75% degli impianti familiari) avrebbero dovuto essere fin da subito esclusi dalla diffida, mentre il conto energia 1 sarebbe incompatibile con l’accumulo e il conto energia 5 avrebbe necessitato solo di strumenti di misura aggiuntivi per potere accumulare.
Come segnalato dall’amico Antonio, la questione,  ha provocato anche la presentazione dell’interrogazione parlamentare 4-02184, da parte dell’On. Realacci che trovate QUI.
Ognuno potrà costatare di persona che,  il Ministro dello Sviluppo Economico, ad oggi,  non ha ancora trovato il tempo di  rispondere all’interrogazione, malgrado ben 3 solleciti, di cui l’ultimo poco prima di Natale.

Nel frattempo, però, l’Authority ha ritenuto di intervenire, almeno a sentire la delibera consultiva 613-2013-R-EEL  (si trova QUI).
Questo provvedimento pare non promettere nulla di buono, quando ipotizza, a pagina 6, di  “...definire opportune disposizioni, al momento mancanti, con particolare riferimento alle modalità di applicazione delle tariffe di trasmissione, di distribuzione e degli oneri generali di sistema per l'energia elettrica destinata ad alimentare i sistemi di accumulo...”.

Inoltre, se anche una famiglia intendesse stoccare parte della produzione verde del proprio impianto FV, dotato di SSP, l’eventuale sistema di accumulo verrebbe normativamente trattato alla stregua di “... un vero e proprio impianto di produzione di energia elettrica...alimentato da fonti NON rinnovabili (art. 38bis.1)”.

Il pretesto individuato dall’Authority consiste nel fatto che con l’SSP si è collegati ... alla rete pubblica.
Luminoso esempio di burocrazia: nella batteria entra energia verde ed esce sporca.Luminoso quasi quanto quello di averci resi dal 2009 pagatori di bollette anche quando siamo autosufficienti elettricamente.


Sorge il dubbio che l’attribuzione/equiparazione del  sistema di accumulo ad ‘impianto di produzione non alimentato da fonte rinnovabili’, da parte dell’Authority, possa servire a non  fare riconoscere le detrazioni fiscali per l'acquisto delle batterie di stoccaggio, o peggio, a costringerci ad aprire la Partita Iva...


Inoltre, così come è stata articolata, questa “delibera” ha tutta l’aria di ostacolare la conservazione in proprio dell’energia, per costringerci a restare collegati alla rete, e dover continuare a pagarne i relativi costi esorbitanti.

La rete pubblica, per la sua arretratezza gestionale e strutturale, è infatti diventata un comodo alibi sulla quale scaricare costi affatto trasparenti, come documentato nel post del 25-8-13 QUI     
Rendere funzionale la rete, significherebbe per i colossi elettrici, privarsi dell’alibi e dover rischiare di smontare la ‘macchina dei soldi “ della QUOTA-PRO-DIE.

Di proposte ce ne sarebbero.
Una per esempio viene dal Politecnico di Milano (si trova QUI)  che  avrebbe indicato la soluzione nella possibilità offerta dalla SMART-GRID (rete furba di distribuzione locale della produzione diffusa di energia FV).
Con questo progetto si dovrebbero cambiare centinaia di cabine elettriche primarie (dove  i gestori di rete possano mettere a disposizione dei singoli fotovoltaici, moduli di accumulo come prevede l’art. 11 lett. D, DM 5-7-12) e decine di migliaia di quelle secondarie, ed inoltre centri operativi di controllo evoluti, infrastrutture di ricarica, sistemi di accumulo, protezioni, sensori, tecnologie per la comunicazione e sistemi di gestione e controllo. Il tutto con un costo di 3-10 mld di €.

Ma questo salverebbe le famiglie fotovoltaiche con SSP dagli oneri di rete e QUOTA-PRO-DIE ?
Su chi verrebbero spalmati quei 3-10 mld di € di investimenti ?
Si toglierebbero forse dagli extraprofitti dei colossi elettrici?
Non è forse vero che la delibera dell’Authority n. 570/12, che ha massacrato lo SSP, vedi il post QUI, è figlia del citato DM 5-7-12, che ha rivisto al ribasso il nostro trattamento col pretesto della ‘semplificazione’?

Non possiamo farci illusioni e dobbiamo trovare la soluzione alla nostra situazione, minimizzando gli esborsi per le bollette, che dobbiamo pagare anche quando siamo autosufficienti.
Per fare questo è stato avviato, con l’installazione del primo prototipo in Lombardia, il progetto del MINIsistema di accumulo – MINI già a partire dal prezzo -, ma che ha LO SCOPO di renderci indipendenti per 8 mesi all’anno.

Agli amici dell’IO-CI-SONO che mi hanno comunicato di essere interessati a questo progetto, invierò presto una seconda circolare con maggiori dettagli, faccio presente che i test finali (quelli con i numeri) non si potranno avere fino a primavera. 

Tengo a precisare, che  il Blog NON vende nulla, ma l’impegno è rivolto a fornire notizie, risposte  e qualche volta anche raccomandazioni.


Alessandra
alessandraperfotovoltaico@hotmail.it